Dama Museum

Museo di Arte contemporanea

L’Arte dell’Inganno: Una Storia delle Tecniche di Falsificazione Artistica attraverso i secoli

L’Arte dell’Inganno: Una Storia delle Tecniche di Falsificazione Artistica attraverso i secoli

Introduzione:
La falsificazione d’arte è un’oscura realtà che ha attraversato i secoli, plagiando opere di valore storico, artistico e culturale. Da antiche civiltà a epoche più moderne, gli artisti falsificatori hanno affinato le loro abilità nel manipolare stili, materiali e tecniche e non solo per scopi meramente commerciali. Questo articolo esplorerà la storia delle tecniche di falsificazione d’arte nel corso del tempo, dai rudimentali tentativi alle sofisticate operazioni del XXI secolo. Oggi, attraverso i percorsi di analisi della criminologia dell’arte, è possibile approfondire i meccanismi intimi sia sociali che psicologici di questi regesti inconsci e puramente consapevoli della psicologia criminale dei falsari.

Falsificazione nell’Arte Antica:
1. Copie d’Epoca: Già nell’antichità, gli artisti producevano copie di opere famose per onorare i grandi maestri. Tuttavia, queste copie potevano facilmente diventare strumenti di inganno quando vendute come originali.
2. Restauri e Aggiunte Fraudolente: In epoche passate, falsificatori astuti aggiungevano nuovi dettagli o effettuavano restauri ingannevoli su opere autentiche per incrementare il loro valore. In tal caso non si tratta del tutto di Artefacta, ma di opere forger di secondo tipo.

Rinascimento e Barocco:
1. Stili Imitativi: Nel Rinascimento, gli artisti spesso imitavano gli stili dei maestri precedenti. Alcuni di questi imitatori, tuttavia, cercavano di passare le proprie opere come creazioni degli artisti originali.
2. Falsificazioni di Maestri Rinascimentali: Nel XVIII secolo, con il crescente interesse per l’arte rinascimentale, emersero falsari che cercavano di riprodurre opere di Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello e altri maestri. Soprattutto col crescere degli scambi commerciali internazionali e le nuove vie di interesse artistico, moltissime botteghe del falso si organizzarono in modo eccelso per la produzione in serie di opere d’arte falsificate o artefatte. È importante notare che nel linguaggio tecnico della grafologia dell’arte e della criminologia dell’arte, il termine “Artefacta” è un’opera pensata, ideata e progettata falsa da zero, mentre le altre sono modificate, con aggiustamenti o artifizi che rendono un’opera nuova vecchia, ecc.

XIX secolo e l’ascesa del mercato dell’arte:
1. Produzione di Serie: Con la domanda crescente di opere d’arte durante il XIX secolo, alcuni artisti iniziarono a produrre opere in serie, spesso firmandole con nomi famosi, al fine di aumentarne il valore. Oggi nel campo della firmologia (la scienza della grafologia delle firme artistiche) è possibile vedere ed analizzare firme sia antiche che moderne con occhio più clinico e tecnico di un tempo.
2. Trattamenti chimici: Nel corso del XIX secolo, alcuni falsari svilupparono trattamenti chimici per invecchiare artificialmente le opere d’arte, conferendo loro un aspetto più antico e autentico. Oggi, infatti, si utilizzano laboratori e tecniche diagnostiche di prim’ordine per identificare pigmenti, datazioni, materiali ecc. anche con l’uso della spettrofotometria, come nei laboratori Daphne Lab sezione arte.

Il XX secolo e la tecnologia digitale:
1. Fotografia e Stampa: La diffusione della fotografia ha reso più facile la riproduzione di opere d’arte, facilitando così la creazione di falsificazioni. La stampa di alta qualità ha ulteriormente complicato il riconoscimento delle copie.
2. Tecnologie Avanzate: Con l’avanzare della tecnologia, i falsari moderni hanno accesso a strumenti più sofisticati, come la stampa 3D e l’elaborazione digitale delle immagini, rendendo le falsificazioni più difficili da rilevare. Ma anche con stampanti e tecnologie all’avanguardia che emulano addirittura la pennellata artistica manuale di un “umano”.

Rilevamento e Prevenzione:
1. Analisi Scientifiche: Metodi come la datazione al radiocarbonio, lo studio dei pigmenti e l’analisi delle firme su base chimica possono aiutare a determinare l’autenticità di un’opera. In particolar modo abbiamo utilizzato la termoluminescenza per l’identificazione e datazione sicura di materiali come il bronzo o le ceramiche del Seicento.
2. Tecnologie Digitali: Le banche dati digitali e le tecnologie di imaging avanzate vengono utilizzate per confrontare dettagli minuziosi e rivelare anomalie che possono indicare una falsificazione.

Conclusioni:

La storia delle falsificazioni d’arte è una cronaca intricata di ingegno, creatività e, talvolta, malizia. Con il continuo sviluppo di nuove tecnologie, è essenziale che gli esperti di arte e gli appassionati adottino approcci innovativi per identificare e preservare l’autenticità delle opere d’arte. Solo attraverso un costante sforzo nel migliorare le tecniche di rilevamento e prevenzione sarà possibile proteggere il patrimonio artistico per le generazioni future. Assoluta ed indispensabile attività in tal senso è l’uso di perizie da parte di soli esperti nel settore che possono essere perizie grafologiche d’arte, di firmologia (da parte di firmologi esperti che si occupino di firme artistiche su base grafologico-peritale-forense), di perizie storiche ed iconografiche, anche con l’uso di iconclass, di perizie diagnostiche o superperizie dove un collegio di tecnici, periti ed esperti opportunamente coordinati da un perito alfa, si impegnano al fine di giungere ad una conclusione di attribuzione o un grado di probabilità molto alto per opere sia archeologiche sia artistiche antiche e contemporanee.

Dr. Luigi Di Vaia
perito grafologo d’arte, docente di grafologia dell’arte, di criminologia dell’arte, Presidente di CrimiArt – osservatorio di criminologia dell’arte -; grafologo morettiano e jaminiano, docente di firmologia presso Accademia di Alta Formazione, dirigente del dipartimento perizie e stime della casa delle aste londinese Novisburgh, direttore del museo DAMA.

 

L’opera in foto è dell’artista Mimmo Germanà
Olio e acrilico su tela – Anno 1987
Dimensioni 90 x 100 cm