Dama Museum

Museo di Arte contemporanea

Evoluzione delle firme artistiche nel mondo della Firmologia

Evoluzione delle firme artistiche nel mondo della Firmologia

Le firme degli artisti sono elementi importanti per la storia, la critica e il mercato dell’arte, ma non sono sempre state presenti e valorizzate a dovere nel corso del tempo. Il loro uso e il loro significato sono cambiati nel corso dei secoli, riflettendo l’evoluzione dello statuto culturale, economico e sociale degli artisti.
Nell’antichità classica, le firme erano usate soprattutto dai ceramisti greci, che le apponevano sulle loro opere per indicare la loro identità, la loro qualità e la loro appartenenza a una scuola o a un gruppo di botteghe e tradizioni artigianali. I pittori e gli scultori, invece, firmavano raramente le loro opere, e solo in casi eccezionali, come per esprimere orgoglio, rivendicare la paternità o sottolineare il valore dell’opera. Anche se in età ellenistica abbiamo firme di tipo enteonico, cioè con formule dove l’Entità divina parla in nome dell’artista, del tipo: “Fidia mi ha realizzato plasmandomi e dandomi alla luce”.
Nel Medioevo, le firme erano ancora più rare, poiché le opere d’arte erano considerate principalmente come espressioni della fede e della devozione, e non come prodotti individuali. Le icone sacre erano ispirate dal Divino e non atto creativo individuale. Purtuttavia molti artisti trovavano il loro modo di “firmare” le opere con artifizi come l’autoritratto, monogrammi, firme analogiche, ecc. Gli artisti, però, restavano spesso anonimi o collettivi, e lavoravano in base a modelli e convenzioni prestabiliti. Le firme, quando presenti, avevano una funzione di dedica, di ringraziamento, di umiltà o di preghiera, e non di affermazione personale.
Nell’età moderna, le firme divennero più frequenti e variate, in parallelo con l’affermazione dell’idea di artista come genio creativo e come professionista autonomo. Le firme assunsero diverse forme e funzioni, come per esempio: indicare l’autore, la data e il luogo di esecuzione dell’opera; attestare la proprietà, la committenza o la destinazione dell’opera; dimostrare la competenza, la fama o lo stile dell’artista; comunicare un messaggio, un simbolo o un gioco di parole all’osservatore. Si attiva così la terna NOMEN-FECIT-OPUS.
Nel XX secolo, le firme subirono ulteriori trasformazioni, in relazione alle sperimentazioni artistiche e alle sfide concettuali del periodo. Le firme si moltiplicarono, si modificarono, si nascosero, si cancellarono, si sostituirono, si ironizzarono, si contestualizzarono, si collettivizzarono, si impersonalizzarono, si performativizzarono, diventando esse stesse opere d’arte o parte integrante di esse. Caso emblematico quello di Andy Warhol che fece della sua stessa firma un’opera, facendo scomparire “la pittura”.
Nel corso di Firmologia, la grafologia specializzata per firme artistiche, insegnerò metodi, perizie, analisi e storia delle firme nel mondo dell’arte, le sue criticità, i tranelli e come scovarli, teorie dei Feld e metodologie per meglio periziare una firma pittorica e disegnativa.

Dr. Luigi Di Vaia

docente di Firmologia per Accademia di Alta Formazione, docente di Grafologia dell’Arte, Criminologia dell’Arte, Perizie d’arte ed estimo e valutazioni dei Beni Culturali.